
Anguria a colazione, aperitivo al tramonto, barbecue la domenica, acqua frizzante tutto il giorno. Le abitudini alimentari estive cambiano radicalmente e con esse cambia anche l’impatto sulla salute dei denti.
Non si tratta di eliminare il piacere dell’estate, ma di capire cosa fa bene e cosa no, per fare scelte più consapevoli senza rinunce.
La frutta estiva è generalmente un’ottima scelta per la salute orale. L’anguria, ad esempio, è composta per oltre il 90% di acqua e ha un effetto idratante che supporta la produzione salivare. Le pesche e le albicocche contengono vitamina C, importante per la salute delle gengive.
I frutti di bosco, mirtilli, fragole, more, sono ricchi di antiossidanti ma contengono pigmenti intensi che possono macchiare i denti nel tempo. Non è un motivo per evitarli, ma è utile sciacquare la bocca con acqua dopo averli mangiati.
L’unico accorgimento per tutta la frutta: consumarla durante i pasti piuttosto che come spuntino isolato. La saliva prodotta durante il pasto aiuta a neutralizzare gli acidi naturali della frutta.
Lo spritz è diventato il simbolo dell’estate italiana. Dal punto di vista della salute orale, contiene alcuni elementi da tenere in considerazione.
Il vino prosecco ha un pH molto acido, intorno a 3-3,5, e l’acidità dell’Aperol o del Campari non aiuta. Bevande acide consumate frequentemente, soprattutto a piccoli sorsi nell’arco di un’ora, mantengono il pH della bocca basso per lungo tempo, favorendo l’erosione dello smalto.
L’alcol, inoltre, riduce la produzione salivare, proprio l’opposto di quello che serve per proteggere i denti.
Qualche accorgimento pratico: bere acqua in abbondanza durante e dopo l’aperitivo, non spazzolare i denti immediatamente dopo aver consumato bevande acide (attendere almeno 30 minuti), e limitare la frequenza.
L’acqua frizzante ha un pH leggermente acido, intorno a 4-5, inferiore all’acqua naturale (pH 7) ma molto superiore a quello di bibite gassate e succhi industriali. Consumata con moderazione, non rappresenta un rischio significativo per lo smalto.
Il problema sorge quando diventa la bevanda principale durante tutta la giornata, specialmente se aromatizzata con limone o agrumi. In questo caso l’esposizione acida è continua e cumulativa. Alternare l’acqua frizzante con quella naturale è la soluzione più semplice.
La carne alla griglia, da un punto di vista strettamente dentale, non è problematica come gli zuccheri o gli acidi. Tuttavia, i pezzi di carne tendono a incastrarsi tra i denti e in zona gengivale, favorendo l’accumulo di placca batterica.
Usare il filo interdentale o lo scovolino dopo un barbecue non è un capriccio è una misura concreta per prevenire l’infiammazione delle gengive nelle zone in cui i residui si accumulano.
Godersi l’estate senza rinunce è possibile. Basta sapere cosa si sta mangiando e compensare con una buona igiene orale quotidiana e qualche accorgimento in più.
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