Quanti impianti servono? Singolo, multiplo e full arch a confronto

Impianti dentali: la soluzione cambia in base a quanti denti mancano

Quando si parla di impianti dentali, si parla spesso come se esistesse un’unica soluzione. In realtà esistono approcci molto diversi, che dipendono dal numero di denti mancanti, dalla quantità di osso disponibile, dalle aspettative del paziente e dalla situazione clinica complessiva.

 Conoscere le differenze aiuta ad affrontare la valutazione con le domande giuste e ad avere aspettative realistiche sui tempi e sul risultato.

Impianto singolo: quando si perde un solo dente

 L’impianto singolo sostituisce un dente mancante con una radice artificiale in titanio su cui viene fissata una corona. È la soluzione più conservativa: non coinvolge i denti adiacenti (a differenza del ponte), preserva l’osso e restituisce funzionalità e estetica praticamente identiche al dente naturale.

I tempi variano: dall’inserimento dell’impianto alla corona definitiva passano in genere 2-4 mesi, necessari per l’osteointegrazione, il processo con cui l’osso si fonde con il titanio.

Impianti multipli: quando mancano più denti non adiacenti

Se i denti mancanti sono più di uno e non sono adiacenti, ogni spazio vuoto viene trattato con un impianto separato. Se invece i denti mancanti sono in sequenza, è possibile usare un numero inferiore di impianti su cui appoggiare un ponte: non serve un impianto per ogni dente mancante.

La pianificazione in questi casi è più complessa e richiede una valutazione accurata dell’osso disponibile in ogni zona.

All-on-4 e full arch: quando si perdono tutti (o quasi) i denti

La soluzione All-on-4  o full arch  permette di riabilitare un’intera arcata con soli 4 impianti strategicamente posizionati, su cui viene fissata una protesi completa. È una soluzione fissa, non rimovibile, che restituisce funzionalità masticatoria e estetica in tempi relativamente brevi.

In molti casi è possibile il carico immediato: la protesi provvisoria viene consegnata già nella stessa giornata dell’intervento, mentre si attende il completamento dell’osteointegrazione.

Cosa determina la scelta tra le diverse soluzioni

  •   Numero e posizione dei denti mancanti
  •   Quantità e qualità dell’osso disponibile (valutata con TC cone beam)
  •   Stato di salute generale e fattori di rischio (fumo, diabete, osteoporosi)
  •   Aspettative estetiche e funzionali del paziente
  •   Tempistiche disponibili

 Perché la TC viene prima di qualsiasi decisione

Nessun piano implantare può essere definito senza una TC cone beam  una tomografia tridimensionale che mostra con precisione la quantità e la qualità dell’osso, la posizione dei nervi, la vicinanza ai seni mascellari. È l’esame che rende possibile una pianificazione chirurgica precisa e sicura.

Un preventivo senza TC è un preventivo approssimativo. La valutazione clinica completa è il punto da cui si parte sempre.

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