Dente devitalizzato: può dare problemi dopo anni?

Un dente devitalizzato non è un dente “sistemato per sempre”.

È un dente che non è più vivo: il tessuto pulpare è stato rimosso e i canali radicolari sigillati.

Ma questo non significa che non possa più creare problemi. Nel tempo, e spesso in modo silenzioso, possono comparire situazioni che richiedono attenzione.

Perché possono emergere problemi tardivi

I canali radicolari hanno una geometria complessa, con ramificazioni microscopiche che nessuno strumento riesce a raggiungere completamente.

Anche un trattamento eseguito correttamente può lasciare zone non del tutto disinfettate. I batteri residui, in condizioni favorevoli, possono moltiplicarsi lentamente nel tempo. Il risultato è spesso un’infezione periapicale, all’apice della radice, che si sviluppa senza dolore per mesi, a volte anni.

Quando compare il sintomo, l’infezione è già in corso da tempo.

I segnali da non ignorare

Alcuni segnali devono spingere a contattare lo studio senza aspettare il prossimo controllo programmato: 

  • dolore alla pressione sul dente, anche leggero e intermittente 
  • gonfiore o comparsa di un piccolo foruncolo sulla gengiva vicino al dente
  • sensazione di “diversità” nella masticazione su quel dente
  • colore del dente che cambia nel tempo, con tendenza al grigio 
  • riscontro radiografico di un’area scura intorno all’apice della radice

Quest’ultimo segnale è spesso il più importante, e il più sottovalutato: perché è visibile solo con una radiografia, e quindi solo a chi fa controlli regolari.

L’importanza dei controlli radiografici

Un dente devitalizzato andrebbe incluso nei controlli radiografici periodici.

La radiografia permette di vedere ciò che non è visibile a occhio nudo: lo stato dei canali, dell’osso circostante e l’eventuale presenza di lesioni. Individuarle presto significa poter optare per soluzioni conservative, evitando l’estrazione.

Chi non fa controlli regolari scopre spesso questi problemi in ritardo, quando le opzioni disponibili si sono ridotte.

Il ritrattamento canalare

Se un’infezione tardiva viene individuata, nella maggior parte dei casi è possibile intervenire con un ritrattamento: si riaprono i canali, si rimuovono i materiali precedenti, si disinfetta nuovamente e si risigilla.

È una procedura delicata, che richiede precisione e strumentazione adeguata. Ma è efficace, e permette di conservare il dente per molti altri anni, evitando l’estrazione e la necessità di un impianto.

Prevenire le complicanze

La vera prevenzione, in questo caso, è semplice: non dimenticare che un dente devitalizzato esiste.

Va incluso nei controlli, va radiografato con regolarità, va monitorato nel tempo come qualsiasi altra struttura della bocca. Non fa male, non dà segnali evidenti, ma ha bisogno di attenzione lo stesso.

Il consiglio del Dott. Minasi

Un dente devitalizzato è ancora parte della tua bocca, e merita la stessa attenzione degli altri. Un controllo radiografico periodico è il modo più semplice per evitare sorprese.”

 

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