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    • 19 AGOSTO 2026
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    Bruxismo: perché stringi i denti di notte (anche in vacanza)

    Fotografia realistica di una donna appena sveglia seduta sul bordo del letto, con una mano sulla mandibola e un’espressione di lieve fastidio, a rappresentare uno dei possibili segnali del bruxismo notturno. La scena è ambientata in una camera da letto luminosa e ordinata, con luce naturale mattutina. Sul visual la scritta “Bruxismo: perché stringi i denti di notte (anche in vacanza)”.

    Bruxismo: perché stringi i denti di notte (anche in vacanza)

    Ti svegli con la mascella indolenzita. Un mal di testa sordo, sempre uguale. Eppure hai dormito.

    Se ti capita spesso, il problema potrebbe non essere il cuscino. Di notte, senza accorgertene, potresti stringere o digrignare i denti: si chiama bruxismo. E lo stress, che d’estate speri di lasciare a casa, spesso non va in ferie con te.

    Che cos’è il bruxismo

    Il bruxismo è il serramento o il digrignamento involontario dei denti, soprattutto durante il sonno. Non è un vizio e non è “solo nervosismo”: è una tensione che il corpo scarica sulla bocca quando non riesce a scaricarla altrove.

    Può riguardare chiunque, in qualsiasi periodo. Anzi, spesso si accentua proprio quando cambia la routine, comprese le vacanze.

    Come capire se stringi i denti di notte

    Il bruxismo è difficile da notare, perché avviene mentre dormi. Ma lascia dei segnali riconoscibili al risveglio:

    • – mandibola stanca o indolenzita appena sveglio
    • – mal di testa mattutino, spesso alle tempie
    • – denti che si consumano o si scheggiano nel tempo
    • – aumento della sensibilità al caldo e al freddo
    • – a volte fastidi all’orecchio o al collo

    Uno o due di questi segnali che si ripetono bastano per meritare un controllo.

    Perché non va sottovalutato

    All’inizio sembra solo un fastidio passeggero. Ma a lungo andare il serramento continuo consuma lo smalto, il rivestimento che protegge il dente. E una volta perso, lo smalto non si riforma.

    Oltre ai denti, a soffrirne è l’articolazione della mandibola, che lavora sotto sforzo tutta la notte. Da qui i dolori al risveglio e, in alcuni casi, i click all’apertura della bocca.

    Cosa si può fare

    La buona notizia è che il bruxismo si gestisce bene. Il primo passo è proteggere i denti mentre si lavora sulla causa.

    Lo strumento più usato è il bite: una placca trasparente su misura, che si indossa di notte. Non “cura” il bruxismo, ma fa da cuscinetto tra le due arcate, evita che i denti si consumino e alleggerisce il carico sulla mandibola.

    In parallelo conta agire sullo stress: attività fisica, sonno regolare e, quando serve, il supporto giusto. Il bite protegge, ma la causa resta da affrontare.

    Quando fare un controllo

    Se ti riconosci in due o più segnali, o se qualcuno ti ha detto che digrigni i denti di notte, vale la pena una valutazione. Bastano pochi minuti per capire se c’è un’usura in corso e se un bite su misura può aiutarti.

    “Il bruxismo non si vede, si sente al risveglio. Intercettarlo in tempo significa salvare i denti prima che il danno diventi visibile.” Dott. Roberto Minasi

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