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    • 20 AGOSTO 2026
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    Gengive che sanguinano: quando non è normale (e come si cura)

    Macrofotografia clinica di una bocca leggermente aperta, con denti naturali e gengive superiori arrossate e leggermente infiammate lungo il bordo gengivale. Il lato sinistro dell'immagine presenta uno spazio blu scuro, mentre il testo in sovrimpressione recita: “Gengive che sanguinano: quando non è normale (e come si cura)”.

    Gengive che sanguinano: quando non è normale (e come si cura)

    Ti lavi i denti e vedi un po’ di rosa nel lavandino. Succede, pensi. Poi ricapita.

    È un dettaglio a cui facciamo l’abitudine. Ma un sanguinamento che torna spesso non è mai “normale”: è il primo modo che le gengive hanno di dirti che qualcosa non va. Riconoscerlo in tempo cambia tutto.

    Il sanguinamento non è un dettaglio

    Una gengiva sana non sanguina quando ti spazzoli o passi il filo. Se lo fa, quasi sempre c’è un’infiammazione in corso, spesso causata da placca e tartaro che si accumulano lungo il bordo gengivale.

    La reazione più comune è spazzolare più piano per paura di “irritare”. In realtà è il contrario: pulire bene quella zona è proprio ciò che aiuta a sfiammarla.

    I segnali da non ignorare

    Oltre al sanguinamento, le gengive mandano altri messaggi. Vale la pena fare un controllo se noti:

    • – sanguinamento frequente quando ti lavi i denti o usi il filo
    • – gengive gonfie, arrossate o dolenti
    • – gengive che si ritirano e denti che sembrano “più lunghi”
    • – alito cattivo persistente
    • – un dente che inizia a muoversi

    Anche uno solo di questi segnali, se si ripete, merita attenzione.

    Gengivite o parodontite?

    Sono due stadi dello stesso problema. La differenza è importante.

    La gengivite è l’infiammazione iniziale: colpisce solo la gengiva ed è completamente reversibile. Presa in tempo, si risolve con l’igiene professionale e una buona routine a casa.

    La parodontite è lo stadio successivo: l’infiammazione arriva ai tessuti che sostengono il dente, compreso l’osso. Qui il danno non torna indietro da solo, ma si può fermare. Per questo intercettarla presto fa la differenza tra un controllo semplice e una cura più complessa.

    La buona notizia: si cura

    Presa per tempo, la parodontite si controlla molto bene. Il primo passo è sempre rimuovere placca e tartaro in profondità, anche sotto il bordo gengivale, dove lo spazzolino non arriva.

    Oggi si può intervenire anche con il laser, che aiuta a disinfettare le tasche gengivali in modo mirato e meno invasivo. L’obiettivo è sempre lo stesso: fermare l’infiammazione e stabilizzare la situazione, così il dente resta al suo posto.

    Cosa fare adesso

    Se le tue gengive sanguinano spesso o si stanno ritirando, non aspettare che il fastidio passi da solo. Un controllo permette di capire a che stadio sei e di intervenire con l’approccio giusto, spesso molto più semplice di quanto temi.

    “Le gengive avvisano sempre prima. Ascoltare quel primo sanguinamento è il modo più semplice per non arrivare tardi.” Dott. Roberto Minasi

    Per un controllo allo Studio Minasi, a Roma: 06 508 6605.

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