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    • 21 MAGGIO 2026
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    Otturazioni in composito: quando il bianco non basta e cosa fare

    Otturazioni in composito: quando il bianco non basta e cosa fare

    Quell’otturazione che una volta sembrava invisibile non lo è più

    Le otturazioni in composito, le cosiddette otturazioni bianche, sono oggi lo standard per il restauro dei denti cariati. Ma col tempo cambiano: si scuriscono, si usurano, possono creare micro-infiltrazioni. E a quel punto smettono di fare bene il loro lavoro.

    Sapere quando è il momento di sostituirle  e quali alternative esistono  è parte di una prevenzione intelligente.

    Cos’è un’otturazione in composito e quando si usa

    Il composito è una resina plastica che viene applicata direttamente nel dente, modellata e indurita con una luce a LED. È la soluzione più usata per riparare carie piccole e medie sui denti anteriori e posteriori. Il vantaggio principale è estetico: il colore viene scelto per integrarsi con il dente naturale.

    Rispetto alle vecchie otturazioni in amalgama (quelle grigio-scure), il composito non richiede la rimozione di tessuto sano, non contiene mercurio e risulta molto più gradevole da un punto di vista estetico.

     Quanto dura un’otturazione in composito e quando sostituirla

    La durata media di un’otturazione in composito è di 5-10 anni, ma varia significativamente in base alla posizione, alla dimensione, allo stress masticatorio e all’igiene del paziente. I segnali che indicano che è ora di intervenire:

    •   Cambiamento di colore visibile (la resina assorbe pigmenti nel tempo)
    •   Margini scuri o linee di infiltrazione attorno all’otturazione
    •   Sensibilità o dolore alla masticazione su quel dente
    •   Fratture o perdita parziale del materiale
    •   Riscontro radiografico di carie secondaria sotto l’otturazione

    Gli inestetismi delle vecchie otturazioni in amalgama

    Molti pazienti adulti hanno ancora otturazioni in amalgama  quelle grigio-scure che scuriscono ulteriormente col tempo e possono rendere il dente visibilmente alterato nel colore. Oltre all’aspetto estetico, l’amalgama può creare micro-fratture nel tempo a causa delle variazioni termiche.

    La sostituzione con composito o ceramica è oggi una procedura routinaria. Va pianificata con attenzione: la rimozione dell’amalgama richiede protezione adeguata per il paziente.

    Quando conviene passare a soluzioni più durature: intarsi e onlay

    Quando la carie è estesa o l’otturazione da sostituire è grande, il composito diretto potrebbe non essere la scelta più duratura. In questi casi esistono alternative più stabili: l’intarsio e l’onlay in ceramica o composito pressato, realizzati in laboratorio e cementati sul dente. 

    Sono più precisi, più resistenti e più longevi di un’otturazione diretta. Il costo è superiore, ma in certi casi è l’investimento giusto per evitare di rifare lo stesso lavoro tra pochi anni. 

    La scelta tra otturazione diretta e restauro indiretto dipende dall’estensione del danno, dalla posizione del dente e dalle aspettative del paziente. Una valutazione clinica è sempre il punto di partenza.

     

     

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